Un doodle per Zamboni

Se vi è mai capitato di assistere a uno spettacolo a una gara sul ghiaccio non vi sarà passata inosservata la strana lucidatrice di quel pavimento bianco, una macchina che ufficialmente si chiama Rolba ma che tutti, soprattutto in America del Nord, chiamano “Zamboni”.

La prima volta che li ho sentiti chiamarla così ero sugli spalti del Pacific Coliseum di Vancouver alle gare di pattinaggio artistico con Radio Italia in occasione delle Olimpiadi Invernali, scatta la pausa e i miei vicini annunciano ciò che sta per accadere: “And now it’s time for the Zamboni” e poi rivolti al bambino piccolo: “Hey, look at that Zamboni!”.

Un cognome italiano a Vancouver non fa certo sensazione, mi stupiva semmai questa popolarità a me sconosciuta perché noi, più o meno, gli italiani diventati famosi all’estero li conosciamo tutti.

Tutti tranne Frank Zamboni, l’uomo che inventando quella macchina divenne talmente popolare da annientare con il suo il nome che le aveva dato: Rolba, così famoso da vedere indicate con il suo nome anche tutte le altre Rolba costruite da aziende che non fossero la sua.

Oggi si parla di lui perché Google gli ha dedicato un doodle, il suo marchio a tema, per ricordare l’anniversario della nascita di questo figlio di immigrati italiani che con ingegno e voglia di fare ha reso indelebile il suo nome e un po’ anche quello dell’Italia.



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