Arbitraggio arbitrario

Io stesso, che come vuole la tradizione continuo a non professare alcuna fede calcistica, in queste ore sono stato costretto a capitolare sotto i colpi dell’affaire calcistico planetario.

Sia chiaro, la nazionale è la nazionale, gioisco dei suoi successi e mi rammarico delle sconfitte come tutti voi, su qualunque campo, di qualsiasi sport, dove vengano difesi i colori di casa, nonostante (mi duole dirlo) io di calcio non soltanto non capisco nulla, ma rifiuto anche il volerne capire.

La partita con la Corea del Sud, l’ho veduta di sfuggita mentre stavo lavorando, tirato per la giacchetta soprattutto dalle colleghe (segno che i ruoli oramai sono realmente rovesciati) ma è soprattutto il considerevole numero di critiche che con il passare delle ore va aumentando, ad avermi convinto a dedicare un pò di spazio all’evento.

Ad oltre 24 ore dal definitivo 1-2 con il quale la rappresentanza italiana ai mondiali è stata rinviata a casa, radio, televisioni, giornali e internet, oltre a chiunque io abbia incontrato per strada, non parlano d’altro che di mondiale scippato, Fifa ladrona, direttori di gara maritati a donne di discutibile moralità, commissari tecnici che dovrebbero dimettersi.

Anche i messaggi in email non parlano d’altro (ma vi pare che non abbiamo cose più importanti da raccontarci?) che di questo arbitro venuto dall’Ecuador a riscattare
l’onore del suo paese arrestando l’avanzata dei nostri.

Teorie, illazioni, accuse forse gratuite, tese a cercare giustificazioni ad una squadra che pur criticata continua ad essere nel cuore di tutti e che a detta di tutti
ha giocato una grande partita, superiore per tecnica capacità ed inventiva.

Invettiva è invece la reazione dei miei connazionali per i quali almeno nello sport non dovrebbero esserci motivazioni “politiche” di sorta, o decisioni a priori da parte di una rganizzazione il cui scopo dovrebbe essere sempre di garanzia.

La logica commerciale ha imposto che le manifestazione sportive siano diventate business, l’onore della vittoria si è trasformato in vantaggio economico
e per denaro, lo sappiamo, cosa non si farebbe!

Scopriremo, o non lo sapremo mai, che l’uomo a cui ognuno di noi avrebbe voluto dare un biscottino avvelenato, era in perfetta buona fede, oppure no.

Intanto facciamo il conto dei danni materiali: il barista sotto casa mia è nero! Aveva appena comperato il maxischermo e rinnovato l’impianto di condizionamento sicuro che l’Italia avrebbe disputato la finale, mi ha confessato che per rifarsi resterà aperto tutto agosto, gli ho detto che io come sempre in ferie non ci andrò.

Però mi domando: considerato che come me faranno lo stesso pochissime persone, quanti panini dovrò mangiare per farlo tornare a sorridere? Dovrò buttarmi sui superalcoolici, così.. tanto per dimenticare!



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *