I numeri a caso sul Covid-19

Da settimane sono convinto che sul Covid-19 i numeri vengano dati un po’ a caso mentre andrebbe spiegato che se trovi 8000 positivi facendo 150mila tamponi, è abbastanza probabile che facendone 300mila, di positivi potresti trovarne anche 16000, oppure che facendone 15000 il numero di positivi sarebbe limitato a soli 800.

Lo stesso allarme così come viene lanciato oggi, appare ingiustificato se raffrontato ai risultati che scaturivano dalle indagini di marzo; a puro titolo di esempio: nella settimana dal 9 al 15 marzo 2020 furono effettuati 74962 tamponi da cui risultarono 17372 infetti da Covid-19, lo 0,23%.

Nella settimana dal 5 all’11 ottobre  sono stati effettuati 780608 tamponi e da questi sono risultati infetti in 29622, lo 0,03%, ovvero a fronte di una decuplicazione dei tamponi gli infetti  non sono stati dieci volte tanto, ma meno del doppio.

Come per gli ascolti televisivi dovrebbe essere lo share il vero indicatore importante, ovvero: in percentuale quanti hanno contratto il virus?

E’ assolutamente giusto mantenere alto il livello di attenzione su un problema che è tutt’altro che risolto ma se guardiamo ai dati in percentuale questi numeri non sono ancora tali da spaventare.

Ecco, i dati 12-15 ottobre (nell’ultimo giorno i tamponi sono stati 162932) dicono che i nuovi infetti riscontrati sono stati lo 0,05%… ma dire “8804 casi” fa di sicuro più impressione.

Ancora ad esempio: se nella settimana 9-15 marzo avessimo avuto lo stesso tasso di positivi del 5-11 ottobre a fronte di 74962 tamponi avremmo avuto 3748 casi (circa) anziché i 17372 registrati all’epoca, e se in questa settimana di ottobre avessimo avuto la stessa percentuale di positivi del 9-15 marzo a fronte di 780608 tamponi avremmo avuto 179539 positivi anziché i 29622.

Mi sono preso la briga di mettere giù un piccolo grafico che confronta il numero di tamponi con i nuovi positivi nella prima fase della pandemìa e poi a settembre.

Così  la prossima volta che fanno a gara a chi lancia il numero più alto, potrete pensarci insieme a me con un po’ più di serenità (ma la mascherina non abbassatela!)

 



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