Facciamo come ci pare

Siamo diventati un paese in cui più o meno tutti fanno quello che gli pare e dall’alto, dalle istituzioni principali della nostra nazione, l’esempio dato agli italiani non è dei migliori.

La mortificazione di un parlamento in cui da due anni i nostri rappresentanti non hanno più titolo per discutere alcun provvedimento dato il sistematico ricorso al voto di fiducia, il ricatto con cui il governo dice che se sei contrario ti assumi la responsabilità di aprire la crisi.

La messa all’angolo della Costituzione e dei diritti fondamentali da essa sanciti, dalla mortificazione della privacy (diffondere particolari sulle persone, le loro condizioni di salute, se siano vaccinate o meno senza il loro consenso è vietato, ma i giornali lo fanno continuamente), il diritto al lavoro e al procurarsi il necessario per vivere utilizzato come arma di ricatto… e potrei continuare.

Ovvio che in questo clima del “facciocomecazzomipare” persone come Fabrizio Pregliasco, direttore dell’ospedale Galeazzi a Milano, ritengano lecito decidere di chiudere le porte delle sale operatorie a chi  non è vaccinato, come ha rivelato la trasmissione “Fuori dal coro” di Rete4 che ha registrato le risposte ricevute dai pazienti a cui il diritto alle cure è stato negato.

Sentito dall’Agi, Pregliasco ha giustificato l’operato dicendo di aver dato “indicazione ai curanti di fare una valutazione rispetto al rischio di fragilità”  “per riorganizzare e ottimizzare le sale operatorie per gli interventi più urgenti“ dato che “l’eventuale scopertura vaccinale espone il paziente a un maggior rischio”, parole che suonano come una scusa soprattutto in considerazione del fatto che Fabrizio Pregliasco si è sempre mostrato convinto sostenitore della campagna di vaccinazione e delle restrizioni per i non vaccinati.

Ora però, per chiedere conto dello slittamento di questi interventi, Fabrizio Pregliasco è stato convocato dal procuratore aggiunto di Milano, la signora Tiziana Siciliano che vuole sincerarsi di come sono realmente andate le cose all’ospedale Galeazzi e potrebbe avere già acquisito il materiale registrato dai giornalisti di “Fuori dal coro”.

 



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