{"id":1665,"date":"2003-09-13T15:35:53","date_gmt":"2003-09-13T13:35:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francescocataldo.it\/blog\/?p=1665"},"modified":"2011-12-05T12:15:18","modified_gmt":"2011-12-05T11:15:18","slug":"il-perche-di-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francescocataldo.it\/?p=1665","title":{"rendered":"Il perch\u00e9 di tutto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Quando ero piccolo Quark non esisteva, non c&#8217;erano Discovery channel n\u00e8 il canale del National Geographic.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avevamo la &#8220;Tv dei ragazzi&#8221; con Febo Conti e &#8220;Chiss\u00e0 chi lo s\u00e0?&#8221; la fiction si chiamava &#8220;Ciuffettino&#8221; e i documentari naturalistici stavano in una serie che si chiamava &#8220;Il mondo degli animali&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi doc erano carini ed avevano un taglio decisamente formativo, erano fatti cio\u00e8 appositamente per i ragazzi a cui si presumeva che le cose andassero esposte in maniera diversa rispetto agli adulti, quindi il narratore era un padre, e come tale spiegava a noi minitelespettatori e al suo figliolo in studio tutto quello che c&#8217;era da sapere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ruolo di questo bambino fuori campo era di interpretare le domande che avremmo fatto noi da casa, e lui conscio del suo ruolo non se ne lasciava sfuggire una, i perch\u00e8 di un bambino moltiplicati per i 2 o 3 milioni di spettatori che noi eravamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiedeva il perch\u00e8 di tutto: &#8220;Pap\u00e0, perch\u00e8 il coniglio si chiama cos\u00ec?&#8221; &#8220;Pap\u00e0, come mai il serpente ha uno bocca cos\u00ec grande?&#8221;; ad alcune domande la risposta esiste, ad altre purtroppo no ed allora si chiarivano i lunghi silenzi che seguivano la domanda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi viene in mente questo pezzo di vita televisiva andata oggi che trovo allegato a Specchio (che \u00e8 allegato al quotidiano La Stampa) il primo di una serie di volumetti dal titolo &#8220;Perch\u00e8 si dice&#8230;&#8221; parte I.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni sono interessanti: perch\u00e8 la &#8220;erre&#8221; alla francese, arrotata, si dice &#8220;moscia&#8221;, oppure perch\u00e8 di una persona coraggiosa si dice che &#8220;ha fegato&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima ha la scherzosa origine romanesca dove &#8220;moscio&#8221; privo di compattezza avrebbe origine dal latino <em>musteum<\/em> simile al mosto, nel secondo caso si torna a vecchie credenze mediche per cui il fegato deputato a produrre sangue era sede di pulsioni vitali e Leonardo lo riteneva responsabile del calore e della forza tradizionalmente associati al coraggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il resto \u00e8 in edicola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando ero piccolo Quark non esisteva, non c&#8217;erano Discovery channel n\u00e8 il canale del National Geographic. Avevamo la &#8220;Tv dei ragazzi&#8221; con Febo Conti e &#8220;Chiss\u00e0 chi lo s\u00e0?&#8221; la fiction si chiamava &#8220;Ciuffettino&#8221; e i documentari naturalistici stavano in una serie che si chiamava &#8220;Il mondo degli animali&#8221;. 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