{"id":772,"date":"2010-05-23T10:01:19","date_gmt":"2010-05-23T08:01:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francescocataldo.it\/blog\/?p=772"},"modified":"2012-01-17T11:30:21","modified_gmt":"2012-01-17T10:30:21","slug":"santa-esmeralda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francescocataldo.it\/?p=772","title":{"rendered":"Santa Esmeralda"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Santa Esmeralda \u00e8 il gruppo divenuto celebre nel 1977 con la cover di <em>Don\u2019t let me be misunderstood<\/em>, un brano scritto per Nina Simone nel 1964 e nel frattempo riproposto dagli Animals alla cui versione il gruppo si ispira.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si trattava di un progetto francese realizzato in studio con l&#8217;ausilio di turnisti pi\u00f9 che di una band vera e propria, con gli arrangiamenti di Don Ray collaboratore di Cerrone, uno dei leader della discomusic europea dell&#8217;epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima voce solista \u00e8 di Leroy Gomez,\u00a0americano di sangue capoverdiano (\u00e8 nato a Cape Cod\u00a0nel Massachussets) comincia la sua carriera come sassofonista con i Tavares al seguito dei quali arriva in Europa, poi lavora con Elton John per l&#8217;album &#8220;Goodbye yellow brick road&#8221; e con la showgirl Lola Falana. Si trasferisce a Parigi dove inizia a collaborare con il produttore Marc Negroni insieme al quale d\u00e0 vita al suo primo LP dal titolo <em>Leroy<\/em> da cui \u00e8 tratto il singolo <em>Here we go round<\/em> che in breve scala le classifiche francesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Don\u2019t Let me be misunderstood<\/em> e <em>You\u2019re my everything<\/em> lo rendono famoso, un successo che inizialmente vende circa 15 milioni di copie e che continua negli anni fino a totalizzare 25 milioni di copie, 48 dischi d\u2019oro e 42 di platino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In disaccordo sulla ripartizione delle royalties Gomez abbandona il progetto, <!--more-->lo stesso fa l&#8217;arrangiatore Don Ray che, a conoscenza dei piani futuri per Santa Esmeralda, ricontatta Cerrone e con il suo aiuto anticipa l&#8217;uscita del brano di punta del loro nuovo disco <em>The house of the rising sun<\/em>; una ripicca pubblicata con lo pseudonimo di <em>Revelations<\/em> che per\u00f2 si &#8220;rivela&#8221; un successo soltanto modesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giro di poche settimane viene pubblicata anche la versione dei Santa Esmeralda in cui il ruolo di voce e leader del gruppo \u00e8 passato a Jimmy Goings che interpreta un altro classico degli Animals costruito con gli stessi criteri di <em>Don&#8217;t let me be&#8230;:<\/em> la canzone, pi\u00f9 una lunga rapsodia al sapore di flamenco e che viene incluso nel loro secondo album uscito nel 1978<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quattro mesi dopo viene pubblicato <em>Beauty<\/em> con una cover di <em>Hey Joe<\/em> ormai famosa nella versione di Jimi Hendrix e una serie di inediti che costituiscono un concept album incentrato sul tema musicale di <em>The wages of sin<\/em> suddiviso in tre movimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1979 gli ideatori e produttori del progetto Nicholas Skorsky e Jean Manuel de Scarano riconvocano Jimmy Goings e realizzano <em>Another cha cha<\/em> una suite da 14 minuti che rinuncia al flamenco e si rif\u00e0 maggiormente ai ritmi sudamericani; il nuovo stile d\u00e0 i suoi frutti soprattutto in discoteca dove diventa un successo e accelera la produzione del quinto\u00a0album <em>Dont\u2019 be shy tonight<\/em> pubblicato nel 1980, in cui si fa notare il brano C<em>\u2019est magnifique<\/em> per il quale viene mantenuto lo stile latino del disco precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si opera un cambio di rotta decisivo per <em>Hush<\/em> del 1981, virando verso atmosfere reggae e rock, il brano che d\u00e0 titolo all&#8217;album \u00e8 una cover dei Deep Purple e nel disco viene inclusa la cover di <em>Street fighting man<\/em> dei Rolling Stones.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1982 viene pubblicato <em>Green talisman<\/em> con cui si prova a riassumere i vari generi abbracciati dal progetto Santa Esmeralda dalla sua nascita e proponendo come brano di punta (da cui l&#8217;album prende il titolo) una sorta di copia carbone di <em>Don&#8217;t let me be..<\/em> i riscontri di vendite sono nulli e il progetto viene abbandonato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leroy Gomez, che nel 1980 aveva partecipato al Festival di Sanremo con il brano <em>Tu mi manchi dentro<\/em>, ricompare nel 2002: come starring dei ricostituiti Santa Esmeralda, pubblica <em>Lay down my love<\/em> e due anni dopo un greatest hits in cui reinterpreta i successi del gruppo, inclusi quelli cantati dal suo successore dell\u2019epoca Jimmy Goings.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo Quentin Tarantino ha ripescato <em>Don&#8217;t le me be..<\/em> per la colonna sonora di <em>Kill Bill volume 1<\/em> del 2003 a tutto beneficio di un ritorno sulle scene della nuova formazione capitanata da Gomez, che annuncia il nuovo album dei Santa Esmeralda dapprima per il 2007, poi per il 2008, ma non \u00e8 ancora stato pubblicato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Santa Esmeralda \u00e8 il gruppo divenuto celebre nel 1977 con la cover di Don\u2019t let me be misunderstood, un brano scritto per Nina Simone nel 1964 e nel frattempo riproposto dagli Animals alla cui versione il gruppo si ispira. 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