Digital divide televisivo

La sperimentazione del Digitale Terrestre è iniziata 7 anni fa in vista della cessazione del  sistema analogico prevista per il 2006, poi spostata al 2008 e infine fissata per il 2012 dall’Unione Europea.

Negli anni molti hanno iniziato a prepararsi al cambiamento non solo modificando l’abitudine e impratichendosi con il nuovo sistema, ma pure mettendo mano agli impianti di ricezione per puntare le antenne verso i trasmettitori dei nuovi segnali.

Nel giorno di spegnimento del vecchio sistema tra i nuovi canali le cose  cambiano, spuntano RAI Premium e Mediaset Extra (vi daremo l’Oscar per l’originalità dei nomi) si annuncia RAI 5, a zone alcune emittenti spariscono: mia mamma resta senza la RAI, mia sorella è depredata di Mediaset l’altra sorella incalzata dalle figlie impreca contro l’inesistenza di Boing.

Le telefonate sono zeppe di “Da te si vede?” e di elenchi in positivo e negativo di nomi anche mai sentiti prima.

Orfano di MTV, La7 e Class non mi dispero perché prima o poi so che torneranno, mi rassegno invece per la cancellazione di BBC World News che almeno per ora non verrà più trasmesso.

Ma penso: sette anni di prove, valutazioni,  comprensione delle difficoltà e ricerca delle soluzioni per arrivare al giorno decisivo e cambiare praticamente tutto, fanno sembrare questo “switch off” un dispetto.

Negli ultimi 2 giorni ho riposizionato i canali nell’ordine più familiare almeno 20 volte prima di scoprire l’esistenza di una funzione che quel lavoro lo fa da sé, bastava chiamarla “Riordina canali” anziché LCN.

Risintonizzo sperando nel miracolo: se proprio non posso riavere i canali che vorrei, almeno sparisca il canale del poker.




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