A kon-fidence

Spesso i rapper si presentano annunciando il proprio nome all’inizio dei brani per comunicare la propria identità quando la musica viene diffusa senza presentazione  ma soprattutto come firma della propria opera, in molti casi è un’introduzione come quella di un annunciatore radio (pensate agli OTR con Antonella Ruggiero nella di lei versione di “Solo tu” oppure agli Articolo 31 di Tranqui Funky) altre volte è un vero marchio sonoro, come quello di una tv sovrimpresso alle immagini.

E’ il caso di Akon che si introduce con un effetto sonoro e la parola “Konvict” riassumendo in questo mini-jingle la storia di ragazzo diifficile e businessman dell’industria discografica: “Vengo dalla strada, ero niente, sono stato in galera e guarda invece adesso quanti soldi ho fatto!”

Akon, tre anni in un carcere americano dove scopre la passione per la musica, ora cantante e produttore di fama, ingloba la sua esperienza nella firma, il suono metallico di un cella che si chiude e il termine “Convict” che indica la persona riconosciuta colpevole di un crimine o che stia scontando una pena in prigione ma anche il nome della sua etichetta discografica “Konvict music”.

Per concludere il nome Akon (parte del ben più lungo nome anagrafico “Aliaune Damala Bouga Time Puru Nacka Badara Akon Thiam) suona come “a con” che spesso viene utilizzato come abbreviazione di “a convict”.



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