Preconcetti

Io sono affezionato al mio operatore di telefonia mobile, lavoriamo insieme dal 1991 e lo cambierei per una sola ragione: avere servizi di gestione online degni del più grande operatore italiano del settore, magari non belli come Vodafone ma che almeno ci provino ad avvicinarvisi; però quando cercano di “coglionarmi” li manderei volentieri a farsi benedire.

Mi chiama un’operatrice TIM e mi propone di cambiare il mio attuale profilo tariffario da 7 centesimi al minuto verso tutti con un mirabolante Valore Exclusive 15 che come si intuisce dal nome costa appena più del doppio ma ti fa risparmiare la tassa governativa-business, lo scatto alla risposta e viene conteggiato sull’effettivo tempo della chiamata e non a scatti da 30 secondi.

Al di là della valutazione sul merito il presupposto da cui parto è questo: TIM è un’azienda, vende per produrre utili da ripartire tra gli azionisti quindi il suo obiettivo è far spendere soldi ai clienti non farglieli risparmiare;  che possa pagare una persona affinché mi telefoni per propormi un cambiamento grazie al quale risparmierò dei soldi è un controsenso prim’ancora che un’ipotesi non credibile.

Fortuna che l’offerta sia riservata ai migliori clienti altrimenti non saprei cosa pensare se non a una barzelletta di Bramieri che dal barbiere osserva come al momento di inumidire il pennello da barba questi ci sputi sopra e chiede: “Ma lei fa sempre così?” e il barbiere: “No no, ai clienti fissi ci sputo direttamente in faccia”.

Io ce lo ho un ideale di ricezione proposte: che insieme alla descrizione mi inviassero una simulazione tipo “Gentile signore, ecco come le sarebbe stato addebitato il traffico dell’ultima bolletta se avesse avuto questa tariffa invece dell’attuale. Distinti saluti.”

Utopia, suppongo.



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