Energia dall’acqua

Energia dall’acqua, dopo turbìne e dighe delle centrali elettriche, dopo l’idrogeno, arriva un’altra possibilità: sfruttare il principio di Archimede, ci ha pensato il presidente della Libera Associazione Il Popolo.

Incollo da lepallesischietti.splinder.it

33 – Mi spieghereste meglio il funzionamento delle “Palle di Schietti”?

Un cilindro pieno di acqua alto 20-30 metri di diametro variabile a seconda delle esigenze. (Quanto un palazzo di 9 piani.)
Una palla d’acciao, tipo pentola rovesciata, piena d’aria a forma di goccia idrodinamica, detta la palla di Schietti.
Nel momento in cui si toglie il fermo che tiene ferma la palla alla base del cilindro, il principio di Archimede (quello del corpo immerso in un liquido…) la spinge verso l’alto.
Arrivata in cima si incastrebbe automaticamente in una valvola che farebbe uscire l’aria e permetterebbe all’acqua di riempire la palla.
A quel punto il peso stesso della palla d’acciaio, farebbe scendere la palla verso la base del cilindro.
Arrivata alla base una nuova valvola a incastro introdurrebbe nuovamente aria nella palla.
Con quatto cilindri si riuscirebbe ad avere una produzione a ciclo continuo attivando un sistema propulsivo simile a quello di un motore a scoppio.
Le varianti ovviamente possono essere tantissime. – (Ovviamente)
Si può usare la forza anche per far girare eliche, per comprimere aria da stivare e utilizzare successivamente in motori ad aria compressa.
Per chi non avesse capito in sintesi si tratta di sfruttare l’energia delle palle che vengono a gallla.
La cosa difficile da comprendere è che l’energia spesa per riempire di aria le palle sia minore di quella prodotta nel loro venire a galla.
Ma d’altronde è difficile capire anche come l’energia spesa per dare fuoco ad un pezzo di legno sia minore del calore (energia) che produca bruciando.
L’energia è già nel pezzo di legno e nella pressione dell’acqua.
Bisogna attivarla.
Questo non significa però che l’energia prodotta sia gratis, ha dei costi: la manutenzione dell’impianto, il personale addetto, l’acqua utilizzata.
In zone aride infatti convengono altri tipi di impianti che sfruttino altre risorse.



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