Spesso ci è stato ripetuto che non si dice: “A me mi”, eppure secondo Garzanti quando si verifica l’esigenza di rafforzare e dare maggior rilievo all’informazione, la ripetizione del pronome è ammessa limitatamente alla lingua parlata.
Nella scrittura invece (ma anche nel parlato formale) la doppia informazione suona ridondante e spesso è fuori luogo.
