Da qualche giorno se ne parla perché c’è scappato il morto più in vista di altri, ma quello dei disturbi alimentari è un problema di cui bisognerebbe parlare tutti i giorni senza eccezioni.
Leggo sul sito di Panorama:
Rapporto annuale della società di pediatria: l’anoressia è ormai un problema sociale, e non solo per colpa del mondo della moda che, più che indossatrici, manda in passerella dive e campionesse di bellezza giovani pelle ossa, dalla salute malferma. Le ragazzine italiane, influenzate sempre più dai media anche attraverso i genitori a loro volta mediatizzati, sognano di essere anche loro pelle e ossa fin dalle elementari.
A me sembra fin troppo semplice dare la colpa ai media, ai giornali, alla moda che impongono i canoni di bellezza a cui le ragazze che per DNA dovrebbero pesare 60 chili vorrebbero uniformarsi fino a pesarne 15 meno rischiando la vita.
Prendersela con un sistema contro il quale con buona probabilità nessuno potrà fare nulla.
Fin dalle elementari, dice la ricerca: e allora, cominciamo dalle elementari a insegnare ai bambini come mangiare, ad adottare orari e rispettarli, a variare l’alimentazione il più possibile, insegnamogli che tutto ciò che fa bene, in dosi eccessive farà sicuramente male.
Imparare a mangiare può essere utile a non dover correre ai ripari quando il guasto è fatto e non c’è ragione per cui nessuno debba insegnarci a fare bene la cosa più importante per garantirci la sopravvivenza.
