La tariffazione mensile a 28 giorni

Seguo con interesse la vicenda delle compagnie telefoniche che hanno iniziato a praticare la fatturazione ogni ventotto giorni agli stessi prezzi prima erano riferiti al mese incassando nettamente una mensilità in più all’anno.

Ora sembrerebbe che le compagnie potrebbero fare un passo indietro e tornare alla fatturazione mensile oppure favorire la risoluzione del contratto; credo che tutti dovrebbero impegnarsi per ottenere il ripristino dell’unità di misura “mese” poiché questo potrebbe rappresentare un rischioso precedente.

Infatti chi oggi decide di aumentare i prezzi riducendo il numero di giorni della prestazione fornita sta anzitutto truffando il suo cliente (al quale applicando lo stesso prezzo su un minore numero di giorni cerca di fargli credere che l’aumento non esista) e domani potrebbe intervenire con ulteriori riduzioni del numero di giorni.

Immaginate che il prezzo per la benzina non sia più riferito a un litro ma a 900 millilitri e che ogni distributore possa decidere la sua personale unità di misura pubblicizzando lo stesso prezzo ma erogando solo 750 millilitri di prodotto e altri mezzo litro e altri ancora 600 millilitri. Insomma: il caos.

Ci siamo abituati a costanti aumenti dei prezzi delle nostre utenze e di fronte a lievitazioni delle tariffe dell’otto o del dieci per cento finiremmo certamente per pagare, lo accetteremmo; ciò che invece è inaccettabile è la modalità-truffa al consumatore da circonvenire lasciando invariato l’importo per illuderlo che l’aumento non ci sia stato.

 

 

Aggiornamento del 24 ottobre 2017 alle 17.00

Ansa.it pubblica la notizia che Carlo Calenda, ministro per lo Sviluppo, ha annunciato il prossimo inserimento nella manovra economica di una misura che vieti la tariffazione a 28 giorni, che sulla base di emendamenti già pronti nel caso in cui la legge non se ne occupi già, estendano questo divieto a tutti i settori di attività.



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