Succede che qualche importante studioso di qualche importante università pubblichi una sensazionale relazione che ribalti le nostre conoscenze, un congresso di medici si accoda, i giornali risuonano la novità e prima che qualcuno possa dire che è vero la novità si insinua nel nostro stile di vita modificando le nostre abitudini, cambiando la tendenza.
Salvo che anni dopo un altro studioso importante di qualche università importante pubblichi una relazione sensazionale in conflitto con la precedente ripristinando l’ordine.
Per anni i medici insieme alla domanda di rito sulle sigarette ci hanno anche chiesto se bevevamo caffè e lì elenco di raccomandazioni sui danni al sistema nervoso centrale, allo stomaco, all’insonnia collaterale, alla quantità di zucchero che vi si scioglie e via così.
Adesso è tutto un decantarne le doti, aiuta chi ha l’asma, allontana il Parkinson, neutralizza i radicali liberi, rafforza la flora intestinale, protegge il fegato dal rischio di cirrosi e previene persino l’insorgenza di tumori.
Certo, la caffeina è nemica del sonno, ma cerchiamo di vederla in positivo: blocca i recettori cerebrali dell’adenosina che causa l’assopimento e della melatonina, amplifica quelli dell’adrenalina favorendo le doti di vigilanza indispensabili a chi, ad esempio, si mette alla guida di un’auto durante le ore notturne e migliora le prestazioni neuromotorie facendo crescere del 15% la risposta alla contrazione muscolare tenendo sveglio il corpo oltre al cervello.
Inoltre se filtrato come il nostro non fa aumentare il colesterolo e bevuto a digiuno non lo distrugge lo stomaco, anzi accelera il movimento intestinale del 60% rispetto al classico bicchiere d’acqua.
Se 10 anni fa avessimo dato ascolto a quelli che insistevano perché lo eliminassimodalle nostre abitudini, oggi avremmo il Parkinson, la cirrosi, qualche carcinoma, saremmo andati a sbattere contro un paio di guardrail, visibilmente invecchiati e pure stitici.
Aspetto uno studio che decanti le virtù e i benefici del tabacco e del fumo passivo.
