I social network si possono dividere in due grandi tronconi: quelli in cui le relazioni sono basate sulla reciprocità e quelli in cui questa è facoltativa.
Facebook, MySpace, Netlog, LastFM e altri appartengono al primo tipo e sono quelli in cui se io sono in contatto con te, tu sei in contatto con me, mentre Twitter, FlickR e altri sono come delle grandi comunità di blogger, dove ognuno espone i propri contributi e gli altri possono visualizzare ciò che è reso pubblico oppure sottoscrivere un’iscrizione per avere traccia delle loro attività o vedere contenuti riservati.
Prendendo maggiore confidenza con Twitter credo di avere compreso per quale ragione piace tanto agli artisti (siano essi attori, musicisti, cantanti o radiofonici): non obbligando all’interazione è quello che meglio si presta ad essere il sostituto di un palcoscenico, un luogo cioè dove possiamo continuare a esibirci.
Se osservate le pagine Twitter di questi utilizzatori noterete il divario tra il numero di persone che seguono ciò che scrivono e il numero di quelle la cui attenzione è, per così dire, ricambiata.
Le proporzioni sono del tipo: 15000 contro 120 (conduttore radio), 5500 contro 75 (cantante pop), 23400 contro 103 (altro cantante pop), 221000 contro 360 (cantante molto famosa) con percentuali di reciprocità che vanno dallo 0,% e nella migliore delle ipotesi arrivano al 10 oppure al 20%.
Sebbene è chiaro che esistano difficoltà oggettive a ricambiare tutti i contatti (soprattutto nei casi di popolarità così vaste), mi sembra che questo utilizzo del social network renda il significato della parola “sociale” assolutamente secondario.

twitter è un Asocial network………..
Sono parzialmente d’accordo con te, nel senso che è vero che account come Twitter sono usati più per mostrarsi che per “socializzare”, ma non è detto che ciò sia sbagliato. Chi segue ma non è seguito è comunque connesso alla persona che gli/le interessa in una maniera spesso estremamente più diretta che non attraverso il suo sito o il suo fanclub, e questo basterebbe da solo a giustificare l’esistenza di questi strumenti.
Per inciso, Twittercounter dice ad esempio che il mio account non è di successo perché “Your follow/following ratio is smaller than 5”, e mi consiglia di fare unfollow di qualcuno per migliorare… ma non mi interessa. Ricambiare follow senza motivo d’altra parte che senso avrebbe?
Il mio motivo può essere: se ti interessa quello che scrivo a me potrebbe interessare quello che scrivi tu. Se mi sono sbagliato, ti sgancio. Ma è cosa che è fattibile su piccoli numeri.. :-)
Esatto: è fattibile solo su piccoli numeri, ed in ogni caso dipende da come intendo usare Twitter. Prendiamo te: tu lo usi effettivamente per mandare messaggi a colleghi e/o artisti che ti conoscono davvero e ti seguono a loro volta. Ma se per qualche motivo domani diventi un idolo delle ragazzine e ti ritrovi centinaia di nuove fan, è improbabile che tu riesca a beccarne qualcuna di davvero interessante nel mucchio delle migliaia di tweets che ti ritrovi a dover leggere.
A quel punto la differenza tra il social network e il blog è avere una vetrina più bella in una strada molto più affollata… :-)
Alla fine non c’è una vera differenza, se consideri che puoi bloggare anche su Tumblr o tramite le note di Facebook.