Alcuni siti internet che distribuivano audio, video e software pirata sono stati chiusi e molti utenti, più del comprensibile, hanno iniziato a lamentarsi di questo come di un’orribile ingiustizia.
Un’osservazione interessante l’ha scritta Matteo Bordone sul blog di Wired che racconta:
“si arriva al paradosso di distinguere tra i ladri: quelli dei paradisi fiscali che hanno utili finanziari su cui non pagano le tasse sono i nostri nemici, ma gli altri no (quelli che scaricano questi contenuti gratis dalla rete, ndr) gli altri sono amici fraterni paladini del bene contro le storture del mercato”.
I negozi di video e di cd quasi non esistono più, quelli fatti da persone tanto appassionate da garantire un assortimento che andava ben oltre le prime venti posizioni della classifica e capaci di consigliarti film e album che diversamente non avremmo conosciuto, fette di economia italiana perdute per sempre.
Intanto il modo di vendere questi prodotti è cambiato mentre noi siamo rimasti uguali, continuando a pensare a rubare poco sia meno ladri di chi ruba tanto.
