Renzo Pozzato

Due giorni fa circolò la notizia della scomparsa di Renzo Pozzato.
Non era vero: pur in gravissime condizioni Renzo era vivo e per quanto una situazione venga definita disperata, la speranza c’era.

Renzo poteva migliorare, invece è andata diversamente.

Ho lavorato nella sua stessa radio a metà degli anni ’80 incontrandolo davvero poche volte: io svegliavo il gallo che lui aveva cercato di non far dormire.

Cambiai radio e orari quindi cominciammo a incontrarci diversamente: sulle pagine dei giornali che parlavano di chi faceva radio di notte, io leggevo di lui con affetto e spero che con lo stesso giornale tra le mani lui facesse di me lo stesso.

Ci sono persone che pur nel poco averle incrociate ti lasciano un segno e che l’unico cruccio del dopo è non avere avuto modo di approfondire.

Renzo la radio la faceva da molti anni e mi piace pensare che come molti di quelli che hanno iniziato con l’arrivo delle radio private, con lo spirito un po’ pioniere della sperimentazione, ora goda nel vedere la sua antenna più in alto qualunque altra.



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