Impopolare

A giudicare dalla quantità di gruppi e forum sorti attorno alla vicenda della sentenza europea sui crocefissi nelle aule, sembrerebbe che il nostro sia improvvisamente diventato un paese di integralisti cattolici, pronti a combattere con ogni mezzo gli infedeli invasori di mezzo mondo.

Contro la sentenza si stanno sollevando pure quelli dal credo sonnacchioso come me, schierati perché “Non si sa mai” ma all’atto pratico quotidiano, abbastanza disattenti ai dettami della fede al punto da far passare questo movimento per un istinto puerile per cui il giocattolo resta abbandonato finché un altro bambino non vuole giocarci lui e allora le proteste del “Quello è mio”.

La questione non è l’islamico che chiede la rimozione di un simbolo in cui non si riconosce, ma che il Crocefisso nelle aule scolastiche non avrebbe mai dovuto entrarci.

Perché la società non può che essere laica e che l’inquinamento che la religione provoca sulla società fino a spingerla alla guerra è sotto i nostri occhi in decine di esempi dall’inizio della storia.

La fede dovrebbe essere un fatto intimo e personale, i simboli ognuno dovrebbe portarseli dentro e ostentarli, imporli, è sintomo irrispettoso della stessa fede che si dichiara voler preservare.

Qualcuno dice che sì, forse è vero che il Crecefisso in aula è una stonatura anche dove tutti gli studenti fossero cattolici, ma è il principio che conta, il principio di non consentire a uno venuto da fuori di indicarci che abbiamo sbagliato qualcosa, che a noi non sarebbe mai consentito ai loro paesi di fare altrettanto e che o ci difendiamo o ci annienteranno.

Del resto il terrore e la paura sono sempre stati i più efficaci argomenti di propaganda.



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