
Un paio di anni fa la BBC ha pubblicato tra le sue pagine dedicate al mondo scientifico un test per verificare la nostra capacità di distinguere un sorriso spontaneo da uno simulato pubblicando 20 mini video della durata di pochi secondi e chiedendo di indicare il nostro parere tra “Genuine” e “Fake” (autentico e fasullo).
Il test è basato su una ricerca dell’Università della California condotta dal professor Paul Ekman ed è preceduto da due domande sulla nostra percezione, la prima se vediamo la vita in maniera ottimista o pessimista e quale riteniamo essere la nostra capacità di distinguere tra i due sorrisi, in entrambi i casi un voto su una scala da 1 a 7… e si è pronti per iniziare.
Ricordate che ogni video non può essere riprodotto per più di una volta e in quei circa 15 secondi dobbiamo riuscire a individuare i segnali che il nostro cervello utilizzerà per farsi un opinione sulla veridicità del sorriso.
Questo è il momento in cui sarebbe meglio abbadonaste la lettura e vi misuraste con il test: nelle righe seguenti sono annotati alcuni meccanismi che, se letti, potrebbero modificare il risultato spontaneo dell’esperimento.
Al termine con il punteggio delle risposte giuste e sbagliate una piccola spiegazione che racconta come i sorrisi falsi siano facilmente distinguibili poiché pilotati dalla parte cosciente del cervello che si limita a contrarre i muscoli zigomatici, tirando gli angoli della bocca verso l’esterno mentre i sorrisi spontanei, controllati dall’area del cervello che controlla le emozioni, coinvolgano tutta una serie di altri muscoli facciali, in primis nella zona dell’occhio, della fronte e delle sopracciglia: è quello che è stato battezzato FACS, Facial Action Coding System.
Praticamente come in altre situazioni, per renderci conto se chi ci sorride è sincero o sta mentendo… bisogna guardarlo negli occhi.
