Claudio Buja della Universal Music:
La diffusione tecnologica, cioè la possibilità di realizzare musica nel proprio salotto e di distribuirla tramite il web ha dato a tanti la possibilità, ma questa possibilità oggi resta una pia illusione se esaminiamo il risultato dal punto di vista qualitativo. E noi siamo inondati da proposte dozzinali di self-made artists che credono di essere i nuovi Vasco Rossi o De Gregori.
Basta fare un giro nel Web per capire la realtà e vedere l’abisso, di migliaia di produzioni mediocri (per non dire di peggio) senza un grammo di originalità, di creatività, di senso. Osservare tutta questa attività sul web è come entrare nei milioni di blog esplosi con la rete e sperare di trovarci il nuovo Hemingway. Questo concetto di democrazia creativa è affascinante e vertiginoso ma poco utile.
Avete presente i pittori della domenica, i grandi incompresi? Se lo fanno per divertimento, per hobby, è un discorso apprezzabile; ma se pensano di essere dei novelli Picasso allora diventano grotteschi. E ci si rende conto facilmente dell’enorme equivoco, della velleitarietà di una rete che ha creato anche la globale illusione di essere tutti artisti.
Dice Luca Sofri: “Perchè, voialtri e tutti i vostri soldi a Sanremo ci avete dato Tolstoj?”
Io penso invece che di Tolstoj (o autopresunti tali) a Sanremo ce n’erano pure troppi.
(cit: Wittgenstein, Mantellini, Punto Informatico)
