Rateazione simpatica

Con buona solerzia anche quest’anno il comune della città in cui vivo si è premurato di farmi avere il bollettino per il pagamento della TARES, la tassa per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti nonché di pulizia urbana.

L’anno scorso avevo notato una stranezza nella distribuzione rateale dell’imposta e credendo in una svista avevo soprasseduto allo scriverne, ma il riproporsi quest’anno della medesima condizione mi ha dato da pensare che davvero “i geni” li assumiamo tutti noi.

Vengo al dunque: se decidi di pagare la tassa in unica soluzione devi effettuare il versamento entro il 30 settembre ma se invece lo desiderassi puoi pagare in due rate, più comode, di importo inferiore, la prima delle quali deve essere saldata il 31 luglio e l’altra sempre al famoso 30 settembre.

Per quanti sforzi io faccia non riesco a comprendere l’utilità di questa rateazione, la tassa va saldata inderogabilmente entro il 30 settembre e allora uno non ha bisogno di una rateazione, li accantona e li verserò tutti insieme poi.

Diverso sarebbe stato se con la rateazione si fosse potuta rinviare di qualche mese l’ultima rata, magari con un piccolo aggravio di qualche euro, in modo che le persone in difficoltà potessero comunque provvedere.

Secondo me anticipando una parte della tassa avrebbero dovuto quanto meno offrire al contribuente qualche euro di risparmio invece no e poiché tutti pagheranno in unica soluzione alla scadenza hanno sprecato i due fogli di carta in più per i bollettini di pagamento rateali per ogni contribuente, che in un invio a un’intera città fanno una bella cifra.

La prossima volta, comuni italiani, pensateci.



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