In questi giorni è in corso una vera e propria battaglia per cercare di decidere il destino di cittadinanza di uno dei programmi televisivi più seguiti negli Stati Uniti, il “Late Show” dopo che il suo conduttore David Letterman pochi giorni prima del suo sessantasettesimo compleanno ha annunciato l’intenzione di andare in pensione dopo oltre venti anni alla guida del programma realizzato all’Ed Sullivan Theater di Manhattan.
Il neo sindaco di New York è sceso in campo lunedì prendendo contatto con Leslie Moonves presidente della rete televisiva CBS per fare in modo che la produzione dello show resti a New York qualunque sia il successore di Letterman, enfatizzando quale sede straordinaria sia la città per il “Late Show”.
Sulle prime quella di De Blasio potrebbe apparire una mossa azzardata se non fosse che nel frattempo Eric Garcetti, sindaco di Los Angeles, si è adoperato per cercare di ottenere il trasferimento del programma nella sua città forse come rivincita per la recente perdita della produzione del “Tonight show” (quello che fino allo scorso anno era condotto da Jay Leno) trasferitasi a Manhattan nel cuore della Grande Mela.
Garcetti ha detto alla CBS che LA può produrre i migliori spettacoli ai migliori costi commentando in seguito che se l’operazione riuscisse sarebbe un bel colpo in canna per la città californiana.
Tra le ragioni che rendono il programma tanto conteso ci sono probabilmente le 108 nominations agli Emmy awards e i ben otto premi effettivamente vinti, che ne fanno un pilastro della tv americana e uno dei prodotti meglio vendibili dal punto di vista pubblicitario.
“He’s not late yet!”
