Di fronte a certe operazioni commerciali è più facile storcere il naso che prendersi il tempo necessario per ascoltare l’album per intero e giudicarlo per ciò che esso è.
Michelle aveva già inciso qualche canzone, i 2 afecionados di RadioNation2 l’avranno sentita tentare di intonare le note di “SOS” degli Abba che abbiamo trasmesso spesso la scorsa estate.
L’apripista è stata la sexy-erotik canzonen “From noon to midnight” pubblicata come singolo lo scorso ottobre, ora un intero CD con 14 canzoni tra cui un rifacimento di “Little lies” dei Fleetwood Mac (in caso di necessità il sacchetto di carta è riposto nello schienale della poltrona davanti alla vostra) e il galeotto duetto.
Quello che secondo molta stampa scandalistica avrebbe contribuito a far sbocciare l’amore nel cuore di Michelle si intitola “Please come back” ed è interpretato con il canadese di Amici, Timothy James, al secolo Snell (quello che era fidanzato con una napoletana, poi lui ha iniziato a fare il pirla con Michelle e lei come minimo avrebbe dovuto scoppiarci le gomme della macchina a tutti e due).
A questo punto penserete che “Lole” sia un disco da evitare, invece no, se valutate che Michelle anzitutto non è una cantante, che la bellezza non è tutto e che a qualcuno può anche risultare vagamente antipaticuccia, qualche episodio bello nell’album c’è: “If I ever fall in love” molto R&B style, il poppettino di “Love me or hate me” oppure di “Get out” brano di apertura dell’album con venature simil-rock, o anche “Although it’s over”; mentre la già citata “Little lies” è concepita come un brano dance, pronto per essere rimanipolato all’occorrenza.

