Ieri la Commissione Bilancio del Senato italiano ha detto sì alla proposta di legge che vieterà alle aziende telefoniche, televisive e di comunicazione elettronica di emettere bollette (e di conseguenza piani tariffari) ogni quattro settimane anziché una volta al mese.
Il provvedimento si è reso necessario dopo che molte di queste imprese avevano modificato la propria modalità di fatturazione procurandosi di fatto una tredicesima fattura annuale e di conseguenza aumenti medi delle tariffe dell’8,33% causando le proteste dei consumatori.
Il relatore e primo firmatario del provvedimento Silvio Lai ha specificato che dal provvedimento sono esclusi i fornitori di luce e gas poiché i costi di questi servizi sono strettamente legati al loro consumo e un’eventuale modifica del periodo di fatturazione non modificherebbe le tariffe (ma sulla questione sarà bene vigilare).
Dall’entrata in vigore del provvedimento gli operatori che hanno immotivatamente ritoccato le tariffe ricorrendo allo stratagemma della riduzione del numero di giorni di prestazione, avranno tempo 120 giorni per adeguarsi al ripristino dell’emissione mensile della fattura (e tra loro permettetemi di salutare con un ghigno il mio operatore di rete fissa e internet e il mio operatore di rete mobile).
Non sono previsti rimborsi per quanto avvenuto negli ultimi due anni ma scatteranno sanzioni verso le aziende che alla scadenza non si saranno adeguate, con un indennizzo di 50 euro più 1 euro in più per ogni giorno di mancata osservazione del provvedimento.
