Ho pensato che esistono date che inon si riesce a dimenticare: le date sono come i numeri di telefono che ti tornano in mente all’improvviso senza motivo.
Il ricordo è il “Sì” detto davanti a un prete 10 anni fa: un giovedì pieno di sole della campagna abruzzese, dove ti è consentito anche arrivare in chiesa con un un’ora di ritardo attraversando la piazza piena di bambini della scuola elementare, di piccolini dell’asilo, con le loro maestre e persino un paparazzo (foto vendute a Eva3000) usciti “per vedere la sposa”. Piovve al pomeriggio e per gli anni a seguire, fortunatamente pochi. Fino a che impossibilitati a cancellare le nuvole si capì che si faceva prima a cambiare cielo.
Poi ancora un salto all’indietro di almeno altri 10 anni, a quella fidanzata che mi lasciò e io glielo domandai “Perché?” e lei rispose agitata: “Perché dici sempre di sì.”
Cazzo se aveva ragione.
Perché alla lunga le donne hanno sempre ragione. Anche quando non ce l’hanno.
