Se la storia si ripete

Dopo consumatori e cantanti, scrive Repubblica, ora tocca ad Apple acccusare le case discografiche di esosità: vuole continuare a vendere le canzoni a 99 centesimi di dollaro tramite I-tunes che al momento tratta il 70% della musica venduta su Internet, ma i produttori vorrebbero far pagare di più gli ultimi successi.

Alla base della disputa ci sarebbe il timore dei discografici di perdere il controllo sui propri prodotti che nella vendita in rete vedono ridptto il potenziale di incasso da 10 a 4 dollari, dato che l’utente può acquistare solo alcuni i brani preferiti anzichè l’album intero.

Provato che la gente non comprava più gli album che contenevano una o due canzoni buone e dieci scartine, assodato che la vendita dei singoli brani ha dimostrato di funzionare, essere al passo con i tempi e remunerativa penso che alla discografia interessi di più vendere diecimila album completi a 10 dollari l’uno, che un milione di download a 99 centesimi.

Ma hanno fatto bene i conti?



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *