
Anticamera colma di gente, entra una ragazza alta e mora, struccata, cognome e nome: Arcuri Manuela, l’immaginario schizza a livelli di vile acronimo tipo RDC (Regina del Mio Cuore) o a codici fiscali come TVDSIVDCPAFTU (Tu Vestita Di Scuro Io Vestito Di Chiaro Proviamo A Fare Tinta Unita?;”>
Lei indaga i 50 occhi della stanza e poi torna a puntellare i miei, stiamo così uno di fronte all’altro per 2 interminabili secondi, seleziono l’intonazione 21, volume 8 e in quella modulazione mi gioco la conversazione, azzardo un “Ciao”, la Arcuri echeggia con un sorriso; nemmeno mi accorgo delle dieci unghie affilate che la mia accompagnatrice mi affonda nel braccio.
Magia del sogno, sono un agente speciale che irrompere nella camera all’ultimo piano di un grattacielo, penzola da un cavo d’acciaio agganciato all’elicottero guidato da Scharzenegger con Van Damme che gli fa da navigatore, sfonda la vetrata con un calcio e piomba sul pavimento tra i vetri, rassicura lo sguardo smarrito (intonazione 22, volume 9, espressività totale) “Nessun problema, dimmi pure”.
E lei, con lo stesso identico sorriso di prima mi fa: “Scusa, sai dov’è il bagno?” (che in codice significa “‘A Fra, mi fa strippare di bestia! Pianta tutto e scappiamo insieme il mio autista è parcheggiato in doppia fila qua sotto”.
Cara Arcuri Manuela, purtroppo va così: il nostro amore restarà inespresso, a differenza degli apprezzamenti ai tuoi stivali e alla tua borsetta nuova e a quello che invece posso aggiungere qui: la Arcuri è caruccia e dal vivo ha almeno 10 chili in meno di quelli che dimostra in tv, ché la tv ingrassa anche con schermo ultrapiatto.
Ti penso insistentemente… disinfettando il braccio.
