Casting TV, sebbene abbia dichiarato che i tempi biblici di produzione e attesa patiti in quel mondo non fanno per me, ci sono andato.
L’altro ieri mi squilla il telefono: “Salve, lei ha fatto un provino l’anno scorso. Le va di tornare domani così la rivediamo?” abbozzo una scusa, poi mi convinco che la ricerca spontanea potrebbe essere elemento positivo.
Siedo al tavolino per gli affari miei e dopo mezz’ora buona si avvicina un tale: “Scusa, per il provino hanno già consegnato i moduli?” poco dopo “devi fare Camera Cafè?” e ancora “Che copione ti hanno mandato?” medito di mandarlo a quel paese (con tanti tavolini proprio al mio si deve farmare) ma chiede se può sedersi.
Evito di riportare i discorsi di queste queste occasioni, ma oggi avremmo dovuto scrivere di quel tale che ad un certo punto, dopo averci squadrato e inquadrato il nostro peso nel mondo dello spettacolo ha detto stizzito: “Ma, allora non è un provino per un protagonista? Non so che farmene…” e se n’è andato.
Ho pensato ai cameo stupendi di personaggi già famosi in certi programmi della tv americana pensando che da noi, più sei “nessuno” più ti illudi d’essere qualcuno; rischiando di non diventarlo mai.
