Ieri sono entrato da Mediaworld in cerca di un regalo molto tecnologico, molto cool, very trendy per il nipote che diventa diciottenne.
La saletta video è zeppa di gente, sullo schermo immagini di missioni spaziali, volume altissimo, superDolby, fantaSurround 28.1
Un omino marchiato Nasa dice qualcosa che non capisco, poi il raccontatore attacca a spiegare questo e quello della missione verso Marte: mi riconosco, la voce è mia.
Mi appoggio alla parete e resto là a guardare quella gente imbambolata, pieno di me, tronfio e sorridente, da domandarmi se stiano lì perché non hanno un cazzo da fare oppure se non fossero ipnotizzati dal me che non si vede.
Sapere di avere un pubblico aiuta ma vederlo è tutt’altra cosa.
