Santa Esmeralda

Santa Esmeralda è il gruppo divenuto celebre nel 1977 con la cover di Don’t let me be misunderstood, un brano scritto per Nina Simone nel 1964 e nel frattempo riproposto dagli Animals alla cui versione il gruppo si ispira.

Si trattava di un progetto francese realizzato in studio con l’ausilio di turnisti più che di una band vera e propria, con gli arrangiamenti di Don Ray collaboratore di Cerrone, uno dei leader della discomusic europea dell’epoca.

La prima voce solista è di Leroy Gomez, americano di sangue capoverdiano (è nato a Cape Cod nel Massachussets) comincia la sua carriera come sassofonista con i Tavares al seguito dei quali arriva in Europa, poi lavora con Elton John per l’album “Goodbye yellow brick road” e con la showgirl Lola Falana. Si trasferisce a Parigi dove inizia a collaborare con il produttore Marc Negroni insieme al quale dà vita al suo primo LP dal titolo Leroy da cui è tratto il singolo Here we go round che in breve scala le classifiche francesi.

Don’t Let me be misunderstood e You’re my everything lo rendono famoso, un successo che inizialmente vende circa 15 milioni di copie e che continua negli anni fino a totalizzare 25 milioni di copie, 48 dischi d’oro e 42 di platino.

In disaccordo sulla ripartizione delle royalties Gomez abbandona il progetto, lo stesso fa l’arrangiatore Don Ray che, a conoscenza dei piani futuri per Santa Esmeralda, ricontatta Cerrone e con il suo aiuto anticipa l’uscita del brano di punta del loro nuovo disco The house of the rising sun; una ripicca pubblicata con lo pseudonimo di Revelations che però si “rivela” un successo soltanto modesto.

Nel giro di poche settimane viene pubblicata anche la versione dei Santa Esmeralda in cui il ruolo di voce e leader del gruppo è passato a Jimmy Goings che interpreta un altro classico degli Animals costruito con gli stessi criteri di Don’t let me be…: la canzone, più una lunga rapsodia al sapore di flamenco e che viene incluso nel loro secondo album uscito nel 1978

Quattro mesi dopo viene pubblicato Beauty con una cover di Hey Joe ormai famosa nella versione di Jimi Hendrix e una serie di inediti che costituiscono un concept album incentrato sul tema musicale di The wages of sin suddiviso in tre movimenti.

Nel 1979 gli ideatori e produttori del progetto Nicholas Skorsky e Jean Manuel de Scarano riconvocano Jimmy Goings e realizzano Another cha cha una suite da 14 minuti che rinuncia al flamenco e si rifà maggiormente ai ritmi sudamericani; il nuovo stile dà i suoi frutti soprattutto in discoteca dove diventa un successo e accelera la produzione del quinto album Dont’ be shy tonight pubblicato nel 1980, in cui si fa notare il brano C’est magnifique per il quale viene mantenuto lo stile latino del disco precedente.

Si opera un cambio di rotta decisivo per Hush del 1981, virando verso atmosfere reggae e rock, il brano che dà titolo all’album è una cover dei Deep Purple e nel disco viene inclusa la cover di Street fighting man dei Rolling Stones.

Nel 1982 viene pubblicato Green talisman con cui si prova a riassumere i vari generi abbracciati dal progetto Santa Esmeralda dalla sua nascita e proponendo come brano di punta (da cui l’album prende il titolo) una sorta di copia carbone di Don’t let me be.. i riscontri di vendite sono nulli e il progetto viene abbandonato.

Leroy Gomez, che nel 1980 aveva partecipato al Festival di Sanremo con il brano Tu mi manchi dentro, ricompare nel 2002: come starring dei ricostituiti Santa Esmeralda, pubblica Lay down my love e due anni dopo un greatest hits in cui reinterpreta i successi del gruppo, inclusi quelli cantati dal suo successore dell’epoca Jimmy Goings.

Nel frattempo Quentin Tarantino ha ripescato Don’t le me be.. per la colonna sonora di Kill Bill volume 1 del 2003 a tutto beneficio di un ritorno sulle scene della nuova formazione capitanata da Gomez, che annuncia il nuovo album dei Santa Esmeralda dapprima per il 2007, poi per il 2008, ma non è ancora stato pubblicato.



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