Mi sto rompendo la testa con una canzone che durante la mia breve vacanza ho riascoltato di continuo: “Giulia” di Dj Lhasa, versione Gabry Ponte: per capirci siamo a casa degli Eiffel 65.
Il terreno è fertile, questa canzone l’avrò canticchiata non so quanto ai tempi dell’originale di Gianni Togni che se non ricordo male risale all’estate 1988 inserito nell’album dell’anno dopo (Stile libero).
Al tempo in cui Gianni Togni scriveva un musical di cui protagonista sarebbe stato Massimo Ranieri, si parlava della pletora di successi seminati negli anni e ricordavo di un’estate a Roma, strade deserte di gente e di macchine e le note lontane di “Semplice”.
Era il periodo in cui per le cover molti artisti attingevano al repertorio di fine anni ’70, ci interrogavamo sulle ragioni per cui a nessuno fosse ancora venuto in mente di riprendere “Luna” o “Per noi innamorati”; decidemmo che alcune erano più complicate delle altre dal punto di vista armonico e che ci sono canzoni che non possono che essere cantate dai loro originali: “Ancora” da De Crescenzo, “Teorema” da Ferradini e “Luna” non può che cantarla Gianni Togni.
Tacqui su una mia versione inglese di “Giulia” dedicata ad una americana di Montecarlo e con cui sono uscito per qualche tempo, un bravo dilettante non deve prendersi troppo seriamente.
Le mie “amiche di un giorno” che mi scarrozzano per la Sicilia con l’auto a nolo, la cantano a squarciagola, quando finisce scandagliano tutte le frequenze sperando di incocciare in un’altra radio che la trasmetta ancora, avevo dimenticato l’impazienza del cambiare frequenza ogni 5 secondi netti.
Ilaria e Marialaura non sanno niente di Gianni, avranno avuto 6 anni al tempo di questo singolo e mi guardano male quando ad un certo punto del brano io attacco a cantare “…ho soltanto un cuore e te lo do” .. ma cosa ne sò io che questi “tombaroli” musicali non ci hanno messo il ritornello?
Si può fare una cover omettendo il ritornello? E’ come amputare a Battisti “evitando le buche più dure, senza per questo cadere nelle tue paure” o a Gino Paoli “gira il mondo gira nello spazio senza fine”.
Quando mi chiedono: “Che roba è quella?” rispondo: “Niente, stavo inventandoci sopra un testo nuovo!”
Dai! Tanto chi vuoi che glielo dica?
