Dalla torre di controllo alternativa

Considerato che tutto sommato siamo “piccoli piccoli” e in quanto tali siamo attaccati alle piccole cose, soprattutto le nostre, mi è tornato in mente che mesi fa mi chiesero di fare una particina da voce fuori campo per la sit-com di RaiDue “Piloti”.

Bella esperienza, mi chiamarono, poi mi mandarono il copione per sapere se mi andava bene, arrivò il contratto, mi convocarono sul set per la presa diretta con gli attori e quando li raggiunsi mi accolsero quasi come una star di prima grandezza: “Ecco venga, ci siamo quasi. Devo chiederle la cortesia di aspettare solo qualche minuto, abbiamo deciso di anticipare il suo sketch così la liberiamo subito e non le facciamo perdere troppo tempo..”

A me sembrava incredibile: tanti anni prima, alla ripresa di Portobello con Enzo Tortora, mi bloccarono 6 ore per registrare 60 secondi, poi dagli studi della Fiera mi spedirono in Corso Sempione a compilare 6 o 7 moduli per incassare 25.000 lire, tutto per interpretare un bambino che aveva chiamato Telefono Azzurro e la cui voce non poteva essere trasmessa in originale.

Però fu emozionante, mentre registravo la parte del bimbo malmenato che chiede aiuto, sollevare lo sguardo dal copione e vedere che Enzo Tortora aveva i lucciconi; pensai persino di essere stato bravo.

Con quest’altro Tortora (Max) e con Enrico Bertolino per ovvie ragioni si respirava tutt’altra aria, anzi, il secondo ricordava persino un numero zero fatto insieme per la concorrenza che avrebbe dovuto intitolarsi “Il mucchio selvaggio” e di cui, alla fine, se ne fece nulla.

Per farla breve la mia partecipazione è in questo video, recuperato in rete e opportunamente stagliuzzato per meri fini propagandistici, appunto perché ognuno è attaccato alle sue piccole cose.



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