Il progetto di un ponte sullo stretto è uno dei più antichi dell’Italia moderna, e dal tempo delle elementari frequentate al sud ne ho sempre sentito parlare bene, anzi, più che bene ne ho sempre sentito parlare come di un sogno troppo bello per realizzarsi.
Le uniche stonature venivano dallo scetticismo: “Figuriamoci se con quello che costa ci faranno mai un regalo del genere. Li spenderebbero sì tutti quei soldi se lo stretto fosse a Milano, o Roma.. ma a Messina..” e così il prof di turno richiudeva il giornale con un’aria di rassegnazione che non capivamo, come del resto non si capiva l’importanza di un pezzo di strada sospeso sul mare.
Il progetto è tornato a galla periodicamente, campeggiava sulle prime pagine ben raffigurato nel come avrebbe potuto essere, anche se per il meridione avere quel ponte era come mettere Turi su una navicella italiana e mandarlo sulla Luna.
Quel ponte pare lo si voglia fare e mi stupiscono le critiche, i ricorsi, le denunce di gare truccate, le manifestazioni per rallentarne la realizzazione: abbiamo inseguito per decenni un’idea solo finché è sembrata irrealizzabile.
I numeri di occupazione e indotto mi fanno sorridere, il cantiere avrà vita ben definita nel tempo e poi chiuderà, dovremmo analizzare la crescita di possibilità per chi sposta merci e servizi, per il turismo.
A scuola dicevano: “Il nord è ricco perché ha le vie di comunicazione” sono queste a rendere ricca un’area, l’umanità lo ha imparato dal Nilo in poi.
Oggi un’impresa è stata designata per i lavori, dovremmo sentirci più ricchi, essere contenti e festeggiare di stare facendo finalmente qualcosa di importante per il nostro paese e per un’area del paese che ne ha più bisogno di altre per cui diciamo non si è fatto mai abbastanza.
Il ponte non risolverà l’economia della Calabria e della Sicilia, ma forse avranno qualche speranza in più, che avrebbero avuto già oggi se decenni fa qualcuno avesse voluto guardare più in là del proprio naso.
Noi italiani non abbiamo mai avuto certezza di risultato per le nostre imprese, abbiamo provato, qualche volta ci è andata bene e l’ex commissario europeo ai Trasporti, Loyola de Palacio ci da ragione: “Il ponte sullo Stretto di Messina è un’opera di interesse essenziale per il Corridoio 1 (Berlino-Palermo) prioritaria non solo per l’Italia ma anche per l’Unione europea”.
